Dimensioni, numero di lati e sistemi di apertura, soluzioni classiche o walk-in, materiale delle lastre e finitura dei profili. Come scegliere un box doccia? Da dove si comincia? Ecco tutte le risposte che cercate!

1. Spazio a disposizione e numero di pareti da cui sarà circondato il box doccia

Questa è una questione di numeri: una parete, box doccia a tre lati oppure sistema walk in (se si dispone di spazi più ampi); due pareti, box doccia a due lati; tre pareti, box doccia con un solo lato (a nicchia).

2. Il piatto doccia

Una volta definito lo spazio a disposizione, ci si può dedicare alla scelta del piatto doccia, la cui personalizzazione apre un universo di soluzioni originali. Bypassiamo dimensioni e forme, la cui fama le ha elette a variabili sovrane della scelta del piatto doccia (tanto che spesso si tende a considerarle come variabili esclusive) e passiamo subito a considerarne l’altezza. Negli ultimi anni si sta assistendo ad una tendenza al ribasso che vuole le altezze dei piatti doccia ridotte al minimo, tanto che la tecnica ha offerto al design la possibilità di eliminare del tutto il piatto doccia grazie agli innovativi sistemi di scarico a pavimento. Estremamente eleganti, queste soluzioni sono particolarmente indicate per gli amanti del minimal (tutti i design-addicted, praticamente!).

Ma torniamo al nostro piatto doccia. Dicevamo: forme, dimensioni, altezze. E cosa accade se consideriamo materiali e colori? Anche qui le possibilità di scelta non mancano: la ceramica, proposta sia in bianco sia in versioni colorate; la resina, disponibile in tutti i colori, ha anche il pregio di consentire tagli in opera nel caso ci si trovi davanti a pareti con falsi squadri; il vetroresina, in bianco lucido e opaco; e infine il corian, bianco e colorato.

3. Il box doccia

Definito (o eliminato, a seconda dei casi) il piatto doccia, la scelta del box doccia riguarda sostanzialmente il sistema di apertura che si desidera avere (in relazione al numero di pareti), il materiale e la qualità delle lastre e dei profili.

I sistemi di apertura sono diversi: scorrevoli, a soffietto, a battente oppure a saloon. La scelta dipenderà, oltre che dal gusto, anche dallo spazio a disposizione nella parte antistante la doccia: se è ridotto, consigliamo le prime due soluzioni. I sistemi di apertura scorrevoli, infatti, ottimizzano lo spazio a disposizione e possono essere utilizzati sia su un lato, se questo  abbastanza lungo, oppure su due lati, consentendo di ricavare uno spazio di entrata in doccia più ampio. Infine, le soluzioni a soffietto risultano essere molto adatte per box doccia a nicchia (chiusi da tre lati) con il lato aperto di dimensioni ridotte.

La scelta del sistema di apertura è un problema che non si presenta nel caso si scelga un sistema doccia walk-in, ricavato da una semplice lastra in cristallo disposta parallelamente rispetto alla parete. La doccia smette di essere uno spazio chiuso e diventa così parte integrante della stanza da bagno. Un’altra soluzione, questa, che spopola tra i design-addicted!

Veniamo alle lastre. Tra tutti i materiali, il cristallo temperato è quello più resistente e più sicuro. Oltre alla versione trasparente, è possibile scegliere tra diverse finiture e tra originali motivi serigrafati. Suggeriamo di effettuare il trattamento anticalcare al momento dell’acquisto, che garantisce lo scivolamento del calcare sulle lastre, facilitandone la pulizia.

Infine, i profili. Affinché resistano all’azione di detergenti e di prodotti per la pulizia, è necessario che siano in alluminio o in acciaio (quando leggete “finitura cromata” chiedete sempre di che materiale si tratta).

4. Il soffione

Ormai sempre più protagonista della doccia, il soffione è diventato un oggetto di design da cui l’acqua sgorga in un rigenerante succedersi di getti diversi. Disponibili in diverse varianti: a cascata, a pioggia con braccio a muro orizzontale o verticale, a controsoffitto, con funzione cromoterapia con LED RGB, per accompagnare il piacere dell’acqua a quello della luce. I soffioni doccia di ultima generazione offrono un getto avvolgente assecondando le esigenze di risparmio idrico e, nella maggior parte dei casi, sono dotati di sistemi che agevolano la pulizia del calcare evitandone fastidiosi accumuli.

5. La colonna doccia

Di più facile installazione, la colonna doccia unisce in un unico pezzo soffione, miscelatore e doccino. Disponibili anche con idromassaggio integrato per gli amanti dell’home wellness, sono contraddistinte da un design che le rende elementi caratterizzanti del box doccia.

6. Il miscelatore

I miscelatori doccia si distinguono principalmente in due categorie: esterni o da incasso. I primi sono quelli che presentano il corpo del miscelatore all’esterno del muro, e si distinguono dai miscelatori a incasso perché le due uscite di acqua calda e fredda sono divise. Che si scelga per l’una o per l’altra opzione, il consiglio è quello di optare per un miscelatore termostatico, che assicura una temperatura costante dell’acqua anche nel caso in cui siano aperte anche altre fonti di uscita.

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