Spunti per un’architettura funzionale e perfettamente integrata nel paesaggio che la ospita.

Situata nella regione Ribera del Duero, una delle principali aree vinicole spagnole, la cantina Bodegas Portia del Gruppo Faustino, progettata dallo studio inglese Foster + Partners, si estende su una superficie di 12.500 mq.

La cantina è composta da tra corpi disposti a 120° tra loro che ospitano le principali fasi del processo di vinificazione: la fermentazione in tini d’acciaio, l’invecchiamento in botti di rovere e la maturazione in bottiglia. Il centro di questa geometria a trifoglio accogli ei sistemi di gestione e controllo di tutte le fasi produttive.

Dopo la vendemmia, le uve vengono portate alla cantina attraverso una strada che sale fino al tetto dell’edificio, dove vengono depositate sulla tramoggia. Grazie alla pendenza del terreno su cui sorge la struttura, sapientemente assecondata dal concept progettuale, è possibile sfruttare la forza di gravità per favorire lo spostamento dell’uva sulla tramoggia all’intermo dell’edificio, massimizzando l’efficienza e diminuendo i danni al raccolto.

L’ala desinata al processo di fermentazione è esposta all’esterno per consentire la naturale fuoriuscita dell’anidride carbonica, mentre i volumi che contengono le botti e le bottiglie sono parzialmente interrati per creare le condizioni climatiche ottimali al processo di invecchiamento. Questo accorgimento, oltre a contribuire a ridurre l’impatto visivo della struttura sul paesaggio, rappresenta un aspetto fondamentale nella strategia ambientale passiva, poiché permette alla costruzione di sfruttare le proprietà termiche della terra unitamente alla massa termica della struttura in cemento per regolare il clima interno. A migliorare l’efficienza energetica dell’edificio contribuiscono anche la profonda sporgenza del tetto, che protegge le vetrate degli atri e i tini d’acciaio esposti all’esterno, e un serie di cellule fotovoltaiche incorporate sullo stesso tetto.

La struttura in cemento è rivestita con scandole in acciaio Corten, il cui colore si integra perfettamente coi toni naturali della vigna, accrescendo il senso di rispetto e armonia tra paesaggio e costruito

Con l’obiettivo di voler riflettere la crescita del turismo del vino, al centro della cantina è stata posta una galleria pubblica sopraelevata che si estende fino a un ampio soppalco vetrato, che consente ai visitatori di osservare le diverse fasi del processo di vinificazione. Situati tra i diversi volumi, le luminose aree reception con terrazze e specchi d’acqua si affacciano direttamente sui vigneti. Per creare un’atmosfera e un’estetica in grado di evocare la ricca tradizione enologica della zona, il progetto impiega una serie di materiali attinti dalla produzione vinicola, quali l’acciaio, il vetro e il legno, come quello riciclato da veccie botti con ci sono state ricoperte le aree pubbliche della cantina.

 

Fonte: IQD Architecture Selection by Antonio Lupi